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INCENDIO BELLOLAMPO

(23 OTT 2012)

Stamattina mi sono recato alla discarica di Bellolampo con gli Assessori Tullio Giuffrè, responsabile della Protezione Civile e Cesare Lapiana, responsabile per le aziende partecipate. Con noi anche il Comandante della Polizia Municipale Vincenzo Messina e i responsabili degli Enti che in questi giorni sono stati impegnati per lo spegnimento dell'incendio.
Con me erano presenti i responsabili della Protezione Civile Provinciale e Comunale, il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, i responsabili del Quarto Reggimento dell'Esercito e il Direttore dell'AMIA.
Ho innanzitutto espresso il mio apprezzamento ed un grande ringraziamento a tutti coloro che in questi giorni hanno lavorato senza sosta per spegnere l'incendio, limitando i pericoli per i cittadini e i danni agli impianti.
Un grazie particolare agli uomini dell'AMIA, che, come riconosciuto da tutti, sono stati i primi ad intervenire nonostante l'inadeguatezza dei propri mezzi mettendo a disposizione la propria conoscenza della vasta zona dell'impianto, indispensabile quanto i fumi impedivano interventi agevoli.
La prima notizia da dare, circa i punti di fuoco. L'intera area della discarica è stata suddivisa dai Vv.Ff. in 33 sub-aree monitorate costantemente e le temperature registrate oggi indicano che solo in due aree all'interno della quarta vasca vi è ancora combustione sotterranea. Su queste aree, come su tutte le altre, continua l'opera di copertura con terra.
Credo che sia doveroso per prima cosa dare conto ai cittadini dei dati forniti dal Comandante dei Vv.Ff. rispetto alla presenza di agenti chimici pericolosi per la salute.
Il nucleo NCBR dei Vigili, formalmente competente e tecnicamente attrezzato per questo tipo di emergenze, è stato continuamente presente in discarica, monitorando in tempo reale la situazione, anche al fine di attuare forme speciali di protezione degli operatori che stavano lavorando sul posto ed erano ovviamente i più esposti a rischi.
Mai da domenica, il nucleo NCBR ha ritenuto di dover adottare forme di protezione degli operatori di livello emergenziale, segno del fatto che pur in presenza di una situazione critica, non sono stati superati i livelli di guardia.
Per quanto riguarda l'ARPA, la stessa ha trasmesso ieri un rapporto nel quale si evidenzia che dalla notte fra il 29 e il 30 luglio al 3 agosto, sono stati effettuati campionamenti continui in 13 punti, oltre ovviamente che a Bellolampo.
I punti di raccolta dei dati, presenti sia nei quartieri più esposti alla ricaduta di fumi, sia in altre zone della città e della provincia sono stati i seguenti :
- Via Torre Ingastone
- Centro Commerciale La Torre
- Scuola Media G. Russo
- Via Castellana
- Boccadifalco
- Via E. Di Blasi
- Facoltà di Ingegneria, Viale delle Scienze
- Via P.pe di Villafranca
- Circolo didattico Cruillas
- Via Belgio
- Piazza Castelnuovo
- Largo degli Oleandri, Torretta
- Strada Provinciale, Cimitero - San Giuseppe Jato
Nel documento fornito dall'ARPA si afferma che "Dall'esame dei dati provenienti dalla determinazioni dei VOC (Composti organici volatili derivanti dalla degradazione di materiali organici plastici e cellulosici) relativi ai campioni prelevati sul sito dell'incendio e nelle aree circostanti, si evidenziano bassi livelli di concentrazione di composti clorurati (clrometano) che fanno presupporre livelli non elevati di diossine."
Si sottolinea però che per quanto riguarda le diossine "trattasi di analisi complesse che richiedono diversi giorni di esecuzione e, se eseguite su percolato atmosferico, richiedono la filtrazione di elevati volumi di aria, fino a 800 metri cubi."
Attendiamo quindi che sia l'ARPA a fornire dati definitivi, ma credo che sia utile ricordare che in tutte le comunicazioni ufficiali ricevute dal Comune, compresa la nota dell'Ufficio dell'Ente attuatore della Regione, è stato evidenziato come non vi sia rischi per la salute umana. Come è noto a tutti, in via del tutto precauzionale e cautelare, il 3 agosto scorso ho comunque adottato una ordinanza, di intesa con la Prefettura e seguendo le indicazioni dell'Ordine dei Chimici, con una serie di prescrizioni di ordine sanitario, ivi compresi alcuni inviti alla cittadinanza, dandone ampia diffusione a mezzo stampa e web.
Ancor di più dopo il sopralluogo di stamattina nel corso del quale mi sono state evidenziate le anomalie del percorso delle fiamme e la molteplicità dei fuochi, credo che sia necessario sottolineare come attorno al ciclo dei rifiuti in generale e attorno all'AMIA in particolare possano esserci interessi criminali volti a mettere in difficoltà la cittadinanza palermitana e a produrre sprechi tipici di una economia di emergenza.
L'avvio di una nuova amministrazione comunale dichiaratamente di rottura rispetto al malgoverno della città e agli sprechi criminali realizzati dalla Dirigenza dell'AMIA (oggetto per altro di accertamenti da parte della Corte dei Conti e della Magistratura ordinaria), così come la imminente campagna elettorale regionale possono essere motivi di manovre strumentali da parte delle organizzazioni criminali e occasione per mettere in atto azioni a favore di interessi inconfessabili volti a determinare il tracollo dell'AMIA e il passaggio della stessa nelle mani di immancabili gruppi speculativi che sono gli stessi che hanno messo in ginocchio Palermo e la Sicilia.
Intendo difendere in tutti i modi l'Azienda pubblica di igiene ambientale, denunciando la insufficienza dell'attuale gestione straordinaria, una gestione alla quale il Comune è del tutto estraneo.
Di tale insufficienza e dell'inadeguatezza rispetto alla necessità di rimettere in equlibrio i conti dell'azienda ho già scritto al Minsitro per lo Sviluppo Economico, cui ho inviato una lettera venerdì scorso.
Durante il sopralluogo di stamattina è stato possibile riscontrare l'assoluta mancanza di elementari condizioni di sicurezza per i lavoatori e di prevenzione degli incendi nella discarica.
Dalle micro disfunzioni come la dotazione di tutto il personale con adeguati DPI (Dispositivi di protezione individuale) alle macro disfunzioni, come l'inadeguatezza dell'impianto antincendio, la mancata copertura giornaliera dei rifiuti con la terra o l'incredibile uso di materiali altamente infiammabili, è evidente che l'Azienda è priva di una vera gestione, affidata del tutto alla buona volontà dei lavoratori.
E' evidente che la città e l'Amministrazione comunale non possono sopportare una condizione di degrado aggravata dagli ingenti costi necessari per fronteggiare situazioni di emergenza come quella attuale.
In attesa che si torni ad una ordinaria gestione di questa azienda, il Comune nelle ultime settimane ha già sbloccato i fondi FAS consentendo all'Ente regionale di procedere alla realizzazione della sesta vasca, punto di snodo essenziale per il superamento dell'emergenza. La veloce ripresa dell'attività nell'attuale discarica e l'attivazione della nuova vasca in un sistema che ruota davvero attorno alla differenziazione, dovrebbero consentire il superamento dell'emergenza ed una gestione ordinaria ai livelli di qualità che la città merita.
Ho anche posto il tema dell'aumento della quota di raccolta differenziata, oggi ferma ad un misero 2% con conseguenze ambientali ed economiche devastanti.
Nei prossimi giorni promuoverò un tavolo tecnico di tutti gli enti interessati, delle associazini di categoria e delle associazioni di cittadini, perchè attraverso un piano attuabile in tempi rapidi diretto ai grandi centri commerciali, agli esercizi di ristorazione e ai mercati, si raggiunga rapidamente almeno la quota del 20%, che dovrà essere il punto di rilancio di una azione generalizzata che responsabilizzi tutti i cittadini.
L'AMIA deve diventare un'azienda efficiente e moderna, liberandosi dagli sprechi del passato prossimo e remoto e tornando a pratiche virtuose che in anni ormai lontani hanno fatto di Bellolampo e della raccolta dei rifiuti una esperienza positiva.